Riscoprire le nostre radici per ispirare il nostro futuro: un viaggio a Roma per l'80° anniversario
- Gabriele Delmonaco
- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

La scorsa settimana, A Chance In Life si è recata a Roma per celebrare i suoi otto decenni di impatto globale, proprio nel luogo in cui ha avuto inizio la nostra storia. Siamo stati affiancati da partner regionali, membri del Consiglio di Amministrazione, sostenitori fedeli e benefattori di lunga data, per un programma serrato di eventi. Durante la nostra permanenza nella Città Eterna, abbiamo condiviso numerosi pasti e creato ricordi ancora più numerosi; il momento più significativo è stato senza dubbio l'udienza con il Papa.

Il momento emotivamente più intenso del viaggio è giunto venerdì 12 dicembre. Nelle prime ore di quella mattina, il nostro gruppo di viaggiatori è salito a bordo delle auto per il tragitto di un'ora lungo la costa, diretto a Civitavecchia. Lì, arroccata su una piccola collina che domina le acque scintillanti del Mediterraneo, sorge la Repubblica dei Ragazzi: il luogo in cui, ottant'anni fa, ebbe inizio la storia di *A Chance In Life*. La Repubblica dei Ragazzi è stato il nostro primo programma, avviato nel 1945 dal nostro fondatore, Monsignor John Patrick Carroll-Abbing, per offrire una casa agli orfani che faticavano a orientarsi nel caotico scenario del dopoguerra.
È stato qui, a Civitavecchia, che il Monsignore ha introdotto la nostra pedagogia dello Sviluppo Giovanile Positivo (PYD). Originariamente denominato "autogoverno", questo approccio mirava a dotare i giovani delle competenze necessarie per forgiare il proprio cammino e assicurarsi "un'opportunità nella vita". La traduzione letterale di *La Repubblica dei Ragazzi* è "La Repubblica dei ragazzi e delle ragazze". Questo nome riflette la natura emancipatrice della visione del Monsignore, in cui i ragazzi e le ragazze non erano orfani, bensì cittadini responsabili della gestione della propria repubblica.
Oggi, 51 giovani chiamano casa La Repubblica dei Ragazzi: 43 ragazzi e 8 ragazze. Alla cittadinanza presso La Repubblica dei Ragazzi si accompagnano le responsabilità di governo — in primo luogo di sé stessi, e successivamente della comunità. All'interno del campus si trova la sala assemblee, dove i giovani si riuniscono per discutere le regole della loro comunità, risolvere le controversie e pianificare il futuro. Ciò che ha avuto inizio presso La Repubblica dei Ragazzi, l'ACIL lo porta oggi ai giovani a rischio in altri 13 paesi.

Uno di quei cittadini originari, Gianpietro, è tornato a La Repubblica dei Ragazzi per fare da mentore agli attuali cittadini, giovani in cerca di un'opportunità nella vita, proprio come lo era lui ottant'anni fa. È diventato ben presto il "nonno collettivo" della comunità e una testimonianza vivente dell'impatto trasformativo della missione di ACIL.
Il nostro soggiorno a Civitavecchia si è concluso con un pranzo comunitario insieme ai cittadini e allo staff. Davanti a un piatto di pasta, ho avuto il piacere di conoscere meglio Giacomo. Oggi studente universitario al secondo anno di Design a Roma, Giacomo è arrivato per la prima volta a La Repubblica quando era solo un ragazzino, insieme a suo fratello. Proprio come Gianpietro, Giacomo ha scelto di rimanere a Civitavecchia mentre porta a termine gli studi, per poter aiutare i ragazzi più giovani a trovare la propria strada.
La giornata trascorsa a La Repubblica è stata un'esperienza incredibilmente toccante, difficile da descrivere a parole. Riscoprire le nostre radici e trascorrere la giornata con coloro che contano davvero — i giovani che serviamo — è stata un'esperienza che infonde umiltà e arricchisce, e per la quale sarò eternamente grato. Le persone che abbiamo incontrato e le conversazioni che abbiamo intrapreso fungono da promemoria quotidiano del perché la missione di *A Chance In Life* sia oggi così importante.
Mentre il 2025 volge al termine e iniziamo a pianificare il 2026, traiamo ispirazione dalle storie di Gianpietro e Giacomo, che ci ricordano come l'eredità di Monsignor Carroll-Abbing rimanga viva e vitale, a ottant'anni di distanza.

Autore
Connor Broll



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