Vi presentiamo la famiglia Nibbi: un'eredità di leadership e generosità.
- Gabriele Delmonaco
- 18 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Il legame della famiglia Nibbi con *A Chance In Life* è nato da una semplice presentazione e si è trasformato in un potente movimento a San Francisco. Grazie alla loro guida nel corso degli anni, hanno unito famiglie e imprese locali a sostegno di una causa che porta speranza, uno scopo e opportunità ai giovani in difficoltà.
Larry Nibbi – membro del Consiglio di Amministrazione di *A Chance In Life* e presidente di lunga data del nostro Comitato di San Francisco – fa parte della nostra storia da oltre 60 anni. Il percorso di Larry è iniziato durante le scuole superiori, quando lavorava part-time presso l'impresa di costruzioni di famiglia. All'epoca, suo padre Marino presiedeva un comitato di imprese e famiglie attente alla comunità che sostenevano *A Chance In Life* – nota a quel tempo come *Boys’ Town of Italy*. Addirittura, Larry lasciò il ballo di fine anno del liceo insieme alla sua accompagnatrice – che sarebbe poi diventata sua moglie – per partecipare al "San Francisco Ball of the Year", un evento di beneficenza a favore di *A Chance In Life* durante il quale veniva premiato proprio suo padre!
Col tempo, Larry e suo fratello Sergio hanno preso le redini dell'azienda di famiglia, la *Nibbi Brothers*, contribuendo a plasmare lo skyline di San Francisco. Mentre costruivano alloggi a prezzi accessibili e spazi comunitari in tutta la città, non hanno mai perso di vista la loro missione più profonda: elevare i giovani e offrire loro una possibilità nella vita. La storia di Larry e Sergio è una storia di eredità, leadership e compassione, e continua a essere per noi fonte di ispirazione. Continuate a leggere per saperne di più, raccontato direttamente con le loro parole.

Come siete entrati in contatto, lei o la sua famiglia, con l'organizzazione A Chance In Life?
Cinquant'anni fa, mio padre, Marino, fu presentato a Monsignor John Patrick Carroll-Abbing e venne a conoscenza del programma che questi aveva fondato a Roma dopo la Seconda Guerra Mondiale: la Boys’ Town of Italy. Quell'incontro diede inizio a un'amicizia durata tutta la vita. Durante le visite annuali di Monsignore a San Francisco, la nostra famiglia era solita organizzare una cena speciale in suo onore. Col passare del tempo, questi incontri si trasformarono in serate intime presso la nostra abitazione, durante le quali ascoltavamo Monsignore raccontare i suoi viaggi e i progetti legati alla sua visione: offrire un'opportunità a ogni bambino.
Man mano che il rapporto si faceva più profondo, la nostra famiglia iniziò a organizzare eventi di gala annuali per sostenere la Boys’ Town. Ciò che era nato come una piccola iniziativa comunitaria si è poi evoluto nel "San Francisco Gala" di A Chance In Life. Con il tempo, Monsignore iniziò a partecipare a questi eventi accompagnato da ragazzi – ospiti attuali ed ex ospiti – della Boys’ Town, presentandoli agli invitati e invitandoli a condividere le loro toccanti storie.

C'è un momento o una storia in particolare, tratto dal periodo in cui ha sostenuto "A Chance In Life", che le è rimasto impresso?
Sebbene la mia famiglia abbia visitato l'Italia in numerose occasioni e abbia visitato più volte le "Boys’ and Girls’ Town", un momento che ci è rimasto particolarmente impresso risale al 1995. Quell'anno, la nostra famiglia celebrò il sessantesimo compleanno di mio fratello Sergio a Lucca, in Italia. Il Monsignore si unì alla nostra famiglia e ai nostri amici per festeggiare questo traguardo, pronunciando una commovente invocazione sia in inglese che in italiano. Ci fece poi dono di una splendida ciotola da portata realizzata a mano dagli studenti delle "Boys’ Town". Questo oggetto rappresenta per noi un prezioso ricordo e un simbolo del legame che la nostra famiglia condivideva con il Monsignore e con "A Chance In Life".
Che significato hanno per lei, a livello personale, la missione e l'operato di "A Chance In Life", e perché ritiene che siano importanti per le generazioni future?
La missione di "A Chance In Life" riveste un significato profondo per la nostra famiglia. Fin dal primo incontro tra nostro padre e il Monsignore, siamo rimasti tutti profondamente toccati dalla sua visione, dalla sua compassione e dalla sua dedizione verso i giovani in difficoltà. Ascoltare i racconti del suo lavoro e vederlo all'opera presso le "Boys’ and Girls’ Town" ci ha mostrato la forza insita nel dare ai giovani una possibilità: la possibilità di nutrire speranza, la possibilità di trovare uno scopo nella vita. È per questo motivo che la missione di "A Chance In Life" deve proseguire e crescere, a beneficio delle generazioni future in tutto il mondo che meritano un'istruzione, un'opportunità e una possibilità nella vita.
Come ha visto crescere ed evolversi l'organizzazione nel corso del tempo in cui l'ha sostenuta?
Abbiamo assistito alla crescita della visione del Monsignore: dalle sole "Boys’ Town" si è passati all'inclusione delle "Girls’ Town", fino all'evoluzione finale nell'organizzazione "A Chance In Life". Oggi "A Chance In Life" opera in tutto il mondo e, qui negli Stati Uniti, gestisce un programma tutto nostro: "The Village", con sede a New York City.
A San Francisco abbiamo costruito una comunità solida e dedita, che sostiene con passione la missione di "A Chance In Life". Di recente abbiamo organizzato uno dei nostri eventi di maggior successo: grazie alla partecipazione di 300 persone, siamo riusciti a raccogliere oltre 500.000 dollari a sostegno di questa nobile causa.
La storia della famiglia Nibbi dimostra come la leadership e la compassione possano lasciare un segno duraturo attraverso le generazioni. Onorando la loro eredità, possiamo continuare a costruire insieme un futuro più luminoso per i giovani.
La nostra Campagna per l'Anniversario è un'occasione per celebrare 80 anni dedicati a cambiare la vita di ragazzi e ragazze in tutto il mondo. Immaginate quante altre vite potremo cambiare insieme.
Unitevi a noi nel plasmare il futuro: un'opportunità alla volta.

Autore
Gabriele Delmonaco



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